Where is my mind?

Where is my mind? Where is my Mind? - Concorso di scrittura per autori emergenti. Nato dalla collaborazione fra Provo.Cult. e Laboratori Urbani Artefacendo Dov'è la mia mente?

Where is my Mind? - Concorso di scrittura per autori emergenti nasce da una collaborazione fra ProvoCult e Laboratori Urbani Artefacendo, dove un gruppo di ragazzi con la passione per i libri, la letteratura e il rock and roll inventa un concorso di scrittura per gli studenti delle scuole di secondo grado che vogliono esprimere con libera interpretazione la passione per la scrittura. L'obiettivo d

el concorso letterario è stimolare la creatività attraverso la descrizione verisimile o fantastica della realtà: scoprire e inventare nuovi mondi possibili coinvolgendo le varie forme artistiche del cinema, della musica, della letteratura e dell'arte a 360gradi. La formula del concorso è quella del racconto breve a tema:

WHERE IS MY MIND? I sogni & l'onirico,
il reale & il fantastico,
la magia & l'avventura,
il viaggio & l'altrove,
l'utopia & il rock and roll. Quello che a scuola non puoi raccontare.

1) Lo scopo del concorso è dare agli studenti della scuola secondaria la possibilità di cimentarsi nella scrittura di racconti inediti sia immaginari, sia reali, purché siano attinenti al tema.
2) Il concorso è aperto agli studenti che frequentano le scuole di San Giovanni Rotondo dal terzo superiore al quinto.
3) L'elaborato dovrà essere spedito all' indirizzo mail [email protected] in forma anonima.
4) La giuria sarà composta da docenti, scrittori locali e letterati che in maniera anonima e imparziale valuteranno ogni elaborato da 1 a 5 punti.
5) L'elaborato non dovrà superare le 7 cartelle - 7 pagine di word - Times New Roman 12 interlinea 1,5 - pena l'esclusione.
6) La giuria valuterà gli elaborati affidandosi ai criteri dell'originalità, creatività e fantasia.
7) Il racconto vincente sarà pubblicato sulla pagina facebook di provo.cult.clab. Sarà pubblicata la prima riga del racconto e l'autore dovrà proseguire il suo scritto in modo da confermarne l'autenticità.
8) La scadenza è fissata per il 03/05/14.
9) Per maggiori informazioni visita e/o contatta:

- http://www.facebook.com/musiclab.artefacendo ( Laboratori Urbani Artefacendo)
- http://www.facebook.com/provocult ( Provo.Cult)
disponibili anche su contatto telefonico.
3286483209

10/12/2016

Alcuni consigli per sopravvivere a quelle situazioni in cui dobbiamo forzatamente avere a che fare con una persona fastidiosa—e ucciderla non è un'opzione. Come il pranzo di Natale, per esempio.

01/10/2016
29/07/2016
21/07/2016

Ho finito gli esami, per questa sessione. Finalmente. Entro nella mia stanza e chiamo mia madre: “È andato pure questo, mamma. Adesso sistemo le ultime cose e torno dritta dritta a casa. Fra poco ho il treno. Ci vediamo dopo!”.
Chiudo la valigia, butto il libretto universitario nello zaino e vado alla stazione.

Fa caldo oggi, molto. È un caldo asfissiante e il vento che soffia leggero mi brucia lentamente la pelle. Questa valigia pesa troppo. Non ce la faccio a trascinarla. E lo zaino mi schiaccia le spalle. Non vedo l’ora di salire sul treno.
Sono al binario; mi accendo una sigaretta nell’attesa. Due tiri e la butto. Fa troppo caldo pure per fumare. Prendo il cellulare e scrivo alla mia migliore amica: “Ci vediamo stasera. Organizza un aperitivo: ho voglia di far festa”. Lei mi risponde con una faccetta ridente: “Avverto gli altri”. Sorrido. La mia terra, la mia gente: finalmente. Quante ne faremo st’estate. E poi il lavoro, e la tesi. Sarà un mese di fuoco, letteralmente. Penso troppo alle cose che dovrò fare nei prossimi giorni, tanto da non accorgermi che il treno è arrivato. Quasi lo perdo. Torno con i piedi per terra e salgo. Quanta gente c’è. Oggi è affollatissimo. Spero di trovare un posto. Ah, menomale: c’è l’aria condizionata. Respiro. Attraverso uno, due, tre vagoni. Eccolo là, un sedile vuoto. Accelero il passo: il ragazzo lì in fondo potrebbe rubarmi il posto e io tutto il viaggio in piedi proprio che non me lo voglio fare. Butto la valigia sul portabagagli e mi siedo. Di fronte a me c’è una ragazza, carina ma con una voce troppo stridente per i miei gusti. Ha voglia di chiacchierare ma non sono in vena di socializzare. Mi infilo repentinamente le cuffie nelle orecchie. Sparo il volume al massimo: nessuno mi deve disturbare.
Il treno è in corsa: e guardo la terra bruciata dal sole cocente di luglio; e guardo le chiome degli ulivi che si smuovono allo sfrecciare del treno. E guardo la mia terra: cristo, quant’è bella. E cristo quanto sono felice: pure quest’anno è andato. Dai, che la laurea è vicina. E poi? E poi la specialistica. Si, ma dove? Non lo so. Un problema alla volta sennò non risolvo nulla. Uh, devo avvertire il mio ragazzo: “Arrivo alle due. Mi vieni a prendere tu alla stazione?”-“Certo! Alle due, giusto? Tranquilla che mi faccio trovare al binario”. Perfetto.
Corre il treno. Corre.
Scorrono i minuti sull’ipod. Parte un’altra canzone. E poi un’altra ancora.
E poi.

E poi si ferma tutto.

Un boato. Un fischio. La mia testa che rimbalza sul sedile. Una, due, tre volte. Rimbalza forte. Mi fa male.
Volo. Volo lontano. Mi ritrovo sbattuta per terra. Schiacciata. Confusa. Stordita.
Cadono tutti. E urlano tutti.
Ho caldo. Poi, di colpo, ho freddo. Poi di nuovo caldo. Sento qualcosa che mi scorre lungo l’addome. E’ sangue: ho una lamiera conficcata dentro. Ma perché? Che è successo? Chiamate mia madre. Voglio mia madre. Chiamate mia mamma. Non capisco che cosa sta succedendo. Ho paura. Ho tanta paura. Voglio tornare a casa. Chiamate mia mamma.
Poi non sento più nulla. Non vedo più nulla.
Sono morta così, in un incidente ferroviario. In una calda giornata di luglio. E dopo l’impatto, solo un gran silenzio. Rimangono solo gli ulivi imbrattati di sangue. Rimangono solo le vite spezzate. E i sogni schiacciati. E i programmi annullati. Rimangono solo storie sospese.
Non ci sarà nessun aperitivo stasera. Avvertite la mia migliore amica.
Non arriverò mai alla stazione alle due. Avvertite il mio ragazzo.
Non tornerò mai a casa: ditelo a mamma.
È finito tutto così: chè tanto non ci vuole niente.

Vedo che ne parlano in molti, di quello che è successo. Tra due mesi già non si ricorderà più nessuno di noi.
Ricordami tu, mamma. Ricordami raccontando quello che ero. Quello che volevo fare. Quelli che erano i miei progetti. Raccontami: raccontami nei difetti e nei pregi. Racconta di come me ne sono andata sotto il sole cocente di luglio, tra le lande della mia amata terra.
Ricordami tu, mamma. Mi mancherai.

(Puglia, 12 luglio 2016- Autore sconosciuto)

23/04/2016

C'è una redazione a Radio3 dove, in diciassette anni, sono state lette migliaia di pagine: il nostro grazie oggi va ai redattori, agli autori e ai conduttori di Fahrenheit-Radio Tre, per i quali ogni giorno è la (nella foto Marino Sinibaldi, ideatore del programma: lui non sarebbe d'accordo, ma tanto non ha Facebook) www.fahre.rai.it

06/04/2016

Scelto per voi da Atlantico

15/03/2016

Otto chilometri di pedalata per protestare contro un imperativo sentito come ingiusto: "Le donne non dovrebbero andare in bicicletta". Così le donne islamiche delle associazioni di Mi

20/02/2016

"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli”. Parola di Umberto Eco che attacca così internet dopo aver ricevuto all’Università di Torino la laurea ho

19/02/2016

Ora c’è anche il conforto della statistica: l’accademia italiana è ufficialmente ammalata di nepotismo. I baroni esistono e la frequenza di persone con lo stesso cognome negli atenei è sospetta. Stefano Allesina dell'Università di Chicago ha creato un programma apposta per effettuare questa ricer...

03/02/2016

Giovedì 4 febbraio, alle ore 19.00, a San Giovanni Rotondo, presso la sede dell’Associazione Culturale Provo.Cult, in via San Nicola n. 14, Giovanni Rinaldi presenta il volume, a sua cura, “A sud. Il racconto del lungo silenzio” di Riccardo Cucciolla e Matteo Salvatore.
http://www.squilibri.it/catalogo/interferenze/riccardo-cucciolla-matteo-salvatore-a-sud.html
“Un lavoro di grande valore emotivo e documentario. Emotivo perché restituisce la voce e lo stile di un grande interprete della cultura popolare (…) in un contesto dal vivo, diverso dalle incisioni ‘ufficiali’. Documentario perché (…) dà modo di valutare la distanza che ci separa dalla stagione del revival ‘storico’ (nel 1978, ormai agli sgoccioli), nei modi di pensare la performance, di ‘pensare’ la stessa musica popolare come parte di una cultura musicale ‘altra’, oltre la dimensione dell’intrattenimento e della riscoperta delle proprie radici. (…) Una lezione di consapevolezza politica che molti nuovi esperti di tradizione dovrebbero ripassare” Jacopo Tomatis, Il giornale della musica
L’incontro ricade nell’iniziativa “Presidio dei libri: autori dauni tra storia, musica, narrazione e poesia”. Qui il programma
https://dauniapoesia.wordpress.com/2016/01/13/presidio-dei-libri-autori-dauni-tra-storia-musica-narrazione-e-poesia/

Indirizzo

Via Cocle N. 28/32
San Giovanni Rotondo
71013

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