Angelo Orlando

Angelo Orlando Promoter Artist 2 Srl
Via Giuseppe Mazzini, 114/A – 00195 Roma
Agenti
Claudio Renda
Luca Rubenni
E-mail: [email protected]
Tel contact +39 06 321 7170

Sono un attore, prestato alla regia, ma la vita e le passioni mi hanno portato e ispirato l'arte di Thalia, perciò sono anche uno sceneggiatore, autore teatrale, regista, attore per il cinema, il teatro e la tv. Ho debuttato come attore al cinema con Nino Russo, in una commedia napoletana dal titolo "L'ultima Scena", con Vittorio Caprioli e Aldo Giuffrè, se volete vederlo, ultimamente (2020) l'ho

visto in chiaro su YouTube. Come regista ho esordito nel 1994 con con "L'anno prossimo vado a letto alle dieci". (Se volete trovate facilmente un fans culb su questo social.) Poi arriva "Barbara", con i miei amici e colleghi con cui ho condiviso gli anni belli di gioventù, i locali, le prove, le cantine e il teatro d'assalto, Mastandrea e Giallini. Riscrivo la storia di questo film anche per il teatro. Giallini rifiuta e al suo posto entra Ravello. Lo spettacolo "Barbara" debutta all'Ambra Jovinelli di Roma nel 2003. La mia passione per il teatro mi porta a scrivere e a riscrivere, riadattando e portandoli sempre al presente storico, diversi testi. Penso che un autore vivente debba ogni tanto "modernizzare" i suoi testi. Cose da attore rilevanti, più o meno quasi tutti quei film fatti nel decennio del '90, anche se qualcosa di bello l'ho fatta anche dopo. Nel '92 vinsi il David di Donatello per il ruolo in un film di Massimo Troisi. Massimo mi lanciò nel mainstream, ma del mainstream sono sempre stato un pendolare. Alla fine credo che la carriera di un artista si misuri solo con la distanza acquisita negli anni. Ho pubblicato pochi libri, molto in ritardo rispetto a quello che ho scritto. Ora sto rigorosamente in self-pubblishing. Sono molto affezionato al mio primo romanzo: "Quasi Quattordici", ma in giro per i vari siti web letterari potete trovare anche altre cosette, come "Quando si apre il sipario", una raccolta di impressioni sul lavoro dell'attore e "Per l'amore bisogna averci la passione", una raccolta di poesie un po' scanzonate e un po' no, scritte nel periodo in cui frequentavo il "Costanzo Show". Pubblico ora in esclusiva su Amazon perché è il modo più rapido per avere un rapporto diretto con i lettori e modificare il contenuto rapidamente quando revisiono i testi. Se siete arrivati a leggere fin qui, vi meritate di leggere il mio MANUALE PER ESSERE FELICI... Almeno cinque minuti al giorno. Un sussidiario della felicità. Trovate il link per ordinarlo qui ma vi basta cercare il mio nome e il titolo su Amazon. Ho vinto anche un Premio Solinas tanti anni fa, per un film ancora da realizzare con una storia ispirata da un giorno di prove, dove si parla di attori con problemi esistenziali, che mettono in scena un testo che parla di attori con problemi esistenziali. Realizzo il mio terzo film nel 2006 e poi il mio quarto nel 2012. Entrambi i film vedono la luce tre o quattro anni dopo esser stati realizzati. Motivi diversi che un giorno mi piacerebbe illustrare in una sorta di diario. Ho provato anche a far seminari, corsi per provare a trasmettere quello che ho dentro da sempre, cioè l'entusiasmo e la non paura di riconoscersi come artisti. Dico sempre che se non avessi fatto questo, non avrei potuto fare nient'altro. E alla fine "questo" è stato ed è tanto perché mi riconosco nella figura geometrica del poliedro che ha tante facce e ognuna di queste, esprime un lato di una personalità variopinta che pian piano sta imparando a esser a servizio del re magagnato, rinato e splendente. Dal 2012 ho una società di produzione in Spagna, Catalunya, a Barcellona e con questa ho prodotto già diverse cose. in ordine: il mio quarto film "Rocco tiene tu nombre", il film di Claudio Sestieri "Seguimi", il documentario "Serás Hombre" di Isabel De Ocampo, il documentario "School Life" di David Rane e Neasa Ní Chianáin, candidato a miglior doc europeo nel 2017; "Light Falls Vertical" della mia partner in Gris Medio, Efthymia Zymvragaki. Altre produzioni attuali... più in là vi aggiorno. Ogni tanto accetto di tornare a fare l'attore in produzioni cinematografiche italiane, ma se vi interessa un curriculum aggiornato fino al tempo in cui sarò in questa bella e strana dimensione, potete andare sulla pagina ufficiale di IMDB oppure sulla classica Wikipedia dove qualcuno di solerte provvede sempre ad aggiornare il percorso artistico e di vita. Detto questo, vi saluto. Questa pagina me l'aprì un mio amico collega, Luciano Scarpa che qui cito e ringrazio per avermi iniziato al mondo dei social. Questo per ora è tutto. Ah no... ho appena girato un teaser di un film che preso lo sviluppo della Regione Campania. È venuto bene... il teaser. Speriamo venga bene anche il film.

Estate 1991.Sul set di Pensavo fosse amore invece era un calesse.Una pausa.Una stanza qualunque.Quattro corpi giovani, s...
18/08/2026

Estate 1991.
Sul set di Pensavo fosse amore invece era un calesse.

Una pausa.
Una stanza qualunque.
Quattro corpi giovani, stanchi, vivi, ancora inconsapevoli di essere già diventati memoria.

In basso a destra c’è una data: 19 luglio 1991.

Ci pensate?
Trentacinque anni fa.

La cosa che mi colpisce, oggi, non è soltanto rivederci lì.
È lo sguardo.

Io e Francesca guardiamo qualcosa in basso, forse una battuta, forse un gesto, forse niente.
Marco e Terence invece guardano l’obiettivo.
Guardano chi ci sta fotografando.
O forse, senza saperlo, guardano noi.
Noi di adesso.
Quelli che trentacinque anni dopo avrebbero aperto questa immagine cercando di capire dove fosse finito tutto quel tempo.

È strana la fotografia.
Ti ruba un attimo e poi te lo restituisce quando non sei più lo stesso.
Tu pensi di guardare una foto, invece è la foto che guarda te.

Basta un attimo.
Chiudi gli occhi e sei di nuovo lì.
Senti il caldo, le voci del set, una risata, una sedia spostata, qualcuno che dice: “si gira tra poco”.
E invece no.
Non si gira più.
Quel giorno è finito da una vita.
Ma resta lì, appeso a una piccola luce, a un numero arancione, a quattro persone ferme dentro un tempo che ancora respira.

Forse il cinema è anche questo.
Non solo quello che rimane sullo schermo.
Ma tutto quello che accade intorno.
Le pause.
Gli sguardi laterali.
Le distrazioni.
Gli attimi prima dell’attimo importante.

E poi arriva il tempo, che è il più grande regista di tutti.
M***a le scene come vuole lui.
Taglia, dissolve, riapre.
E un giorno ti rimette davanti una foto.

Tu la guardi.
E per un secondo capisci che non siamo mai davvero usciti da certi luoghi.

Siamo ancora lì.
Solo che adesso, dall’altra parte dell’obiettivo, c’è la vita che ci osserva.

16/08/2026

E quando accade qualcosa di bello?

11/08/2026

L’avevo scritta per due amici.
Proprio quei due.
Non “due attori”.
Loro.

Mi proposero di girarla con altri.
Dissi di no.

Li aspettai.

Nel frattempo sciolsi persino un contratto con una produzione che aveva l’esclusiva per altri due miei film.

Una scelta molto razionale. Se sei un kamikaze.

O un autore.

Che poi, spesso, è la stessa cosa, solo che il kamikaze almeno sa dove sta andando.

Tornando indietro?

Rifarei tutto.

Aspetterei ancora loro. Direi ancora di no.
Scioglierei ancora quel contratto.
Probabilmente soffrirei anche meglio, con l’esperienza.

Perché ci sono cose che nella vita non fai perché sono convenienti. Non le fai nemmeno perché qualcuno le capirà.

Le fai perché, se facessi diversamente, quella cosa non sarebbe più tua.

Barbara non fu capita. Ma, del resto…

Barbara non ha mai voluto farsi capire.

Barbara vuole essere amata, odiata, fraintesa, applaudita, insultata, ricordata.

E dopo quasi trent’anni è ancora lì, su un palcoscenico.

A dimostrare che certe volte avere ragione subito è sopravvalutato.

Molto meglio avere torto per trent’anni… e continuare a vederla scomparire ed apparire ogni tanto e andare in scena.

Porto Ainu, 1985.Chi c’era, c’era.Chi non c’era… dovrà accontentarsi dei racconti di chi c’era.Peccato che nessuno li ra...
02/08/2026

Porto Ainu, 1985.
Chi c’era, c’era.
Chi non c’era… dovrà accontentarsi dei racconti di chi c’era.
Peccato che nessuno li racconti tutti uguali.

08/05/2026

Le Ragazze del Coro arriva al cinema solo in Sardegna.
Un viaggio tra musica, tombaroli, passioni improvvise e quella sacralità misteriosa delle prove corali dove nessuno entra intonato ma tutti escono trasformati.






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