10/08/2016
Salvo Piparo - Attore –
ESTRATTO (6) DAL BOOKLET ALLEGATO AL DVD
DEL FILM “ORE DICIOTTO IN PUNTO”
LA STORIA DI UNA PRODUZIONE INDIPENDENTE
RACCONTATA DALLA TROUPE E DAL CAST
“Ore diciotto in punto” è stata per molti di noi una vera e propria palestra dove farci i muscoli...apposta le riprese sono durate 7 mesi (è stata apposta una scelta della Produzione) un'officina del naif per certi aspetti, una bella scommessa alla fine.
Quando Pippo mi provinò per la prima volta, col “grande occhio” che ti fissa e che ti spezza il fiato con la sua forte presenza, ero, lo ricordo come fosse ieri, del tutto allampanato, che io, di mio lo sono sempre stato, ma Pippo mi contagiava ancora di più, emanando, come pochi sanno fare, le sue onde... intrepide radiazioni: la teoria della scena e come affrontarla, il coraggio di non far ridere, la capacità di dilatarsi in un piano di ascolto; Pippo per quello che ne so, non è un cattedratico, non è un dottore del brodo con la sedia da regista, ma è un maestro di quelli che ti sanno spiegare, magari anche facendo dei panegirici lunghissimi, l'abbiccì.
Così, dopo i primi incontri, avevo persino imparato la parte a memoria, cosa che non avevo mai fatto a teatro, io glielo dicevo: “Pippo, chi come me racconta le storie, non ha necessità di imparare a memoria”. E' stato anche quello un esercizio, riuscire ad emozionarmi recitando la parte ogni volta che veniva battuto il ciak. Il primo ciak è stato per me un colpo di legno e in un battibaleno ricordo come un batter di ciglia che mi fece entrare all'istante, dentro un mondo popolato da strani angeli con la papalina rossa. Ironia della sorte, “Ore diciotto in Punto” è stato ufficialmente il mio primo film e da attore in erba mi veniva chiesto di baciare una attrice bellissima, posare n**o davanti tutto lo staff, prendere le botte, fare all'amore e impiccarmi per amore, è stato davvero un grande trip! Durante il lungo periodo di riprese ho osservato i barboni di Palermo, e il bello è che da allora non ho più smesso, Nicola credo di averlo trovato dentro ai loro interminabili sguardi. Un giorno Pippo mi ha chiesto, per entrare di più nella parte, di chiedere l'elemosina ai passanti a Piazza Politeama. All'inizio non si buscava una lira perchè non ero credibile, ma poi sono andato a guardare un uomo che sta sotto ai portici, che si chiama Arturo, che dorme “comodamente” sui cartoni, con le spalle alla vetrina di un negozio che vende divani di lusso, e li ho capito, sono entrato per un nano secondo nella testa di Arturo e ho gustato la scelta di dare le spalle a tutti quei comodi divani. Come nel doppio fondo di un cilindro, nel finale del film, sta la morale più bella, che l'amore vince sempre, a dispetto di ogni piano celeste. I ragazzi dello staff che ci hanno creduto fino alla fine, gli operatori, chi ci ha messo a disposizione le location, i fotografi, il direttore della fotografia e il suo vice, gli sceneggiatori, il compositore, i sindaci dei comuni che ci hanno ospitato e tutti i cittadini che venivano alle riprese a curiosare, i cuochi che ci hanno sfamato, gli scribacchini, i tuttofare, i truccatori, i costumisti, gli sponsor, le comparse, gli attori, il regista, il doppiatore, il montaggio, la produzione o quel che ne rimane, le mogli a casa ad aspettarci ed infine io, siamo stati tutti protagonisti e spettatori, al servizio di una grande fiaba mai raccontata prima d'ora.