Ero in una stanza, dipingevo accanto ad una vecchia finestra rotta, uno strano rumore mi fece sobbalzare, ma poi andò via e mi rimisi a dipingere. Mi alzai, e lentamente mi avviai verso la scalinata, voci, si aggiravano da giù, scesi ancora e un'ombra scura mi aspettava infondo alla scala, mi avvicinai piano, un secchio, del sangue, una foto, una mia foto, e con la mano destra cercò di prendermi l
a gola. Scappai veloce shoccata, rifugiandomi in una grande sala rovinata, fili orribili appesi sul soffitto, polvere e legna per terra, un tempo era un carcere, trovai un piccolo lume che mi accompagnò nel tragitto. Entrai in un'altra sala, vidi una grande una grande "capanna", quattro fiaccole posizionate ai quattro angoli, no riuscivo a comprendere perché fossero li, non riuscivo a vedere, non riuscivo a sentire, non capivo nulla, barcollavo, girava tutto intorno a me caddi. Stordita cercai di alzarmi, ma alla mia sinistra trovai una ragazza stesa per terra, con la mano cercai di chiamarla, e fu li che si girò e da dentro di essa la sua anima fuori uscì per tirarmi a se, sbalzai indietro, ero terrorizzata, correvo, ma non vedevo nulla, tremavo e poi di nuovo lui, era li per catturarmi, ma io non capivo, la mia vista era appannata, ero spaventata, per quanto fosse difficile comprendere che, quel cadavere, quella ragazza, ero io.