27/03/2026
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Asi fue presentado en el programa del Festival dei Fiori de San Remo nuestro documental.
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Proiezione del docufilm “Cartas de Calvino” di Esther Barroso Sosa
Categoria: Cinema
Orario: 17:00
Luogo: Ex Oratorio Santa Brigida
Il docufilm “Cartas de Calvino”, diretto dalla regista Esther Barroso Sosa, esplora attraverso un raffinato escamotage narrativo il profondo e spesso misconosciuto legame tra Italo Calvino, uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, e l’isola di Cuba, sua terra natia. Girato tra Roma, Sanremo e L’Avana, il documentario mostra i luoghi che hanno segnato la biografia dello scrittore fin dalla nascita, restituendo un ritratto geografico ed emozionale della sua esistenza. Sanremo rappresenta un tassello fondamentale di questa narrazione: città di origine del padre di Calvino, qui – al ritorno da Cuba – Italo trascorse gran parte della sua infanzia e giovinezza, formando quella sensibilità letteraria e naturalistica che avrebbe poi caratterizzato tutta la sua opera. Le riprese realizzate nella città ligure hanno regalato al pubblico immagini suggestive e poetiche di Villa Meridiana – dimora storica della famiglia Calvino – e del celebre giardino di Libereso Guglielmi, il giardiniere anarchico che ispirò alcuni dei personaggi calviniani e che incarnava quella filosofia naturale tanto cara allo scrittore. Un intreccio poetico tra arte, natura e memoria che permea l’intera struttura narrativa del documentario. Lo stesso Calvino scrisse con la sua caratteristica ironia intellettuale: «Della mia nascita d’oltremare conservo solo un complicato dato anagrafico (che nelle brevi note bio-bibliografiche sostituisco con quello più “vero”: nato a Sanremo), un certo bagaglio di memorie familiari, e il nome di battesimo che mia madre, prevedendo di farmi crescere in terra straniera, volle darmi perché non scordassi la patria degli avi, e che invece in patria suonava bellicosamente nazionalista». Questa riflessione testimonia la complessità identitaria dello scrittore, diviso tra un’origine geografica (Cuba) e un’origine culturale e affettiva (Sanremo e l’Italia), e al contempo rivela l’ironia con cui guardava al proprio nome “Italo”, scelto dalla madre Eva Mameli per mantenere vivo il legame con la patria italiana ma che in Italia, negli anni del fascismo, suonava eccessivamente retorico e nazionalista. Eppure, nonostante questa apparente rimozione dell’origine cubana, Calvino fece ritorno sull’isola caraibica nel 1964 per ritrovare i luoghi della sua primissima infanzia, accettando un invito della prestigiosa Casa de las Américas, importante istituzione culturale dell’Avana. In quella stessa occasione, in un gesto carico di significato simbolico, volle celebrare il suo matrimonio con Esther Judith Singer (che in seguito divenne nota come Esther Calvino, traduttrice e custode della memoria dello scrittore). Ancora oggi Cuba celebra con orgoglio il suo figlio illustre: una lapide commemorativa è stata posta nella casa natale di Calvino, situata nel Giardino Botanico di Santiago de Las Vegas, dove i genitori – entrambi agronomi e botanici di fama – lavoravano come direttori della Stazione Sperimentale Agraria. Inoltre, all’autore è stato intitolato un prestigioso premio letterario che ogni anno celebra l’eccellenza della scrittura. Il docufilm restituisce dunque la complessità di un’identità transnazionale, mostrando come le radici di uno scrittore possano estendersi attraverso oceani e continenti, e come la memoria dei luoghi – sia quelli dell’infanzia cubana sia quelli della formazione sanremese – abbia nutrito l’immaginazione di uno dei più grandi narratori del secolo scorso.